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Recensione ‘A Plague Tale: Requeim’

Arriva il secondo capitolo del gioco A Plauge Tale denominato Requiem su console di nuova generazione: è disponibile su Ps5, Pc e Xbox Series tramite Game Pass dal 18 ottobre, realizzato da Asobo Studio.

Il gioco è ambientato nella Francia medievale, dove due ragazzini, sorella e fratello sono ancora in fuga dall’Inquisizione e dalla piaga della peste. Un’avventura indipendente affascinante e visivamente all’altezza delle più blasonate produzioni ad alto budget. Il team di Bordeaux ha confezionato una campagna single player basata su un motore grafico che regala dei panorami mozzafiato, migliorati rispetto al primo capitolo uscito qualche anno fa.

La storia continua

La campagna francese è piagata dalla peste nera e versa in condizioni disastrose. I soldati della Santa Inquisizione, in disaccordo di fatto con la Chiesa di Roma, svolgono azioni militari per scopi non proprio chiari. La giovane Amicia e il fratellino Hugo devono ancora trovare serenità nella loro vita: la ragazza dovrà badare al fratello, dopo sei mesi rispetto al primo capitolo e seguire le indicazioni lasciate dalla madre per cercare di sopravvivere. Il loro viaggio sarà pieno di avversità e l’unica arma dei due bambini sarà lo stealth e la capacità di interagire con l’ambiente.

La meccanica principale oltre lo stealth è legata alle orde di ratti famelici: luce e ombra faranno la differenza tra vita e una morte rapidissima.

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Principale avversario sarà l’Inquisizione che cercherà di catturare i due protagonisti, ma ben più letale sarà la presenza costante di orde di ratti portatori di peste che si riverseranno in tutte le zone in ombra, impedendo i movimenti e cercando di divorare i malcapitati che si allontanano dalle fonti luminose.

Le meccaniche principali saranno infatti legate allo stealth, alla distrazione dei soldati e al controllo di luci/ombre per arginare le orde di roditori indemoniati o scatenarle contro i nemici.

Grazie a una fionda (upgradabile raccogliendo materiali e cercando appositi tavoli da lavoro) Amicia sarà in grado di allontanare i ratti, colpire con precise sassate i nemici stendendoli e creare altri tipi di munizioni più avanti nel corso dell’avventura per attirare i ratti lontano dal percorso.

Il gameplay non è particolarmente complesso e nemmeno, a dirla tutta, troppo originale rispetto al primo capitolo, ma scorre via liscio e lascia ampio spazio alla narrazione e all’esplorazione degli scenari semi-aperti

Non è certo un openworld, ma la linearità è ben mascherata da aree sufficientemente spaziose e da percorsi alternativi.

La bassa difficoltà del gioco sarà piuttosto evidente per i veri hardcore gamer, ma a favore di “A Plague Tale” c’è da dire che l’alternanza di situazioni diverse non fa venire a noia il gameplay, inoltre la bellezza visiva del gioco distrae da quella che forse è la pecca maggiore: l’IA dei nemici è abbastanza basilare e alcune volte è stato persino sufficiente fuggire verso il checkpoint per superare un’area, pur facendosi individuare dai coni visivi delle guardie.

Amicia e Hugo De Rune, i giovani protagonisti, lotteranno per la sopravvivenza e per capire cosa voglia la Santa Inquisizione da loro.

Il sistema di crafting dell’armamentario è davvero succinto e serve più che altro a poter immagazzinare più risorse e trasportare più proiettili, nulla di che. Il gioco si completa con alcune meccaniche che vedono coinvolti sia Hugo che Amicia e alcuni comprimari che si incontrano lungo strada facendo. A spezzare il tran-tran è qualche boss battle, che prevede di colpire con la fionda l’armatura del nemico per spogliarlo e poterlo infine atterrare. La resa delle orde di ratti in continuo movimento è spettacolare: vederli brulicare in città farà restare sempre all’erta per evitare di essere assaliti.

L’aspetto tecnico del gioco

Il team di Asobo Studios ha creato un gioco di qualità dal punto di vista tecnologico e sebbene abbia risparmiato sul doppiaggio (esiste solo inglese e francese, ma è sottotitolato anche in italiano) ha fatto un ottimo lavoro anche sul versante musicale e del sonoro in generale, pur non confezionando una melodia indimenticabile.

In conclusione A Plague Tale: Requiem è un titolo indie di tutto spessore, una bella sorpresa dal punto di vista tecnico, che però forse poteva dare di più in termini di gameplay. Enigmi e situazioni sono generalmente facili da affrontare e non richiedono particolare concentrazione, questo dà il giusto spazio alla narrazione e ai colpi di scena. Voto 8

https://it.blastingnews.com/tecnologia/2022/10/a-plague-tale-requeim-recensione-del-nuovo-capitolo-delle-avventure-di-amicia-e-hugo-003577017.html

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Scritto da su Ott 26 2022. Archiviato come Gamestation. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

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