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PNNR: le soluzioni per un’autonomia energetica, intervista al dott. Alessandro Porro

L’Italia sta attraversando una fase di forti rincari del costo dell’energia a causa della dipendenza di forniture estere, tra cui ovviamente la Russia per quanto riguarda il gas. Lei cosa ne pensa?

Purtroppo, siamo sicuramente in ritardo per poter sostituire queste forniture esterne con una produzione interna derivante soprattutto dall’utilizzo di fonti rinnovabili, ma, grazie ai fondi messi a disposizione dal PNRR, possiamo sicuramente iniziare una fase di avvio di progetti molto importante che potrà dare risultati concreti nei prossimi anni a condizione però di conoscere bene i bandi e saperli sfruttare. A questo aspetto va sicuramente aggiunto una concreta e immediata semplificazione delle procedure autorizzative. Su queste tipologie di tematiche, il PNRR, ma anche la programmazione europea tradizionale, prevede una quantità di risorse finanziarie imponente, come mai si erano viste prima. All’interno del PNRR, infatti, Lo stanziamento più elevato si trova nella Missione 2 “Transizione Energetica e mobilità sostenibile”, segnale della grande attenzione al tema dell’energia.

Vale la pena evidenziare che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza considera determinante il tema della transizione ecologica, in linea le priorità richieste dall’Unione Europea.

Il piano è articolato in 6 macroaree definite “Missioni”; la Missione 2 dal titolo “Rivoluzione verde e transizione ecologica” mira ad avviare l’Italia nella direzione della transizione ecologica dell’Italia orientandosi verso lo sviluppo sostenibile ed uno scenario di Carbon neutrality al 2050.

Evidenzio di seguito alcune opportunità, tra le più rilevanti, contenute all’interno del PNRR.

Bisogna anche superare il problema che l’Italia ha sempre avuto sull’utilizzo dei fondi europei, soprattutto da parte degli Enti Pubblici: una scarsa conoscenza dei bandi a loro disposizione, la mancanza di figure professionali interne in grado di seguire tutto l’iter progettuale e la scarsa propensione a sviluppare progetti in partenariato, la circolare del MEF del 18 gennaio 2022, spiega come si possono utilizzare risorse esterne per risolvere le problematiche e, di conseguenza, fare in modo di presentare progetti di qualità e che soddisfino le priorità richieste. Stiamo lavorando molto in questo senso con Business Support System (BSS) e i nostri 21 europrogettisti, in modo da contribuire a questi importanti obiettivi.

Su queste tematiche sono stato anche relatore in Senato proprio per evidenziare gli errori da non commettere nella gestione dei bandi UE diretti e del PNRR.

Transizione Energetica, sviluppo delle fonti rinnovabili e della filiera dell’idrogeno, cosa prevede?

All’interno della Missione 2, la Componente “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e transizione energetica e mobilità sostenibile”, prevede uno stanziamento di oltre 23 mld di euro finalizzati a contribuire al raggiungimento degli obiettivi strategici di decarbonizzazione attraverso l’aumento della quota di produzione di energia da fonti rinnovabili, il potenziamento delle infrastrutture di rete e la promozione della produzione e dell’utilizzo dell’idrogeno.

Particolare attenzione è riservata al vettore idrogeno all’interno del piano, che vede lo stanziamento di 3,19 mld di euro per la promozione della produzione, della distribuzione e degli usi finali dell’idrogeno.

I principali investimenti in tema idrogeno riguardano la produzione in aree industriali dismesse, l’utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate, realizzazione di infrastrutture di ricarica per il trasporto ferroviario e pesante, investimenti in ricerca e sviluppo del vettore, oltre a misure volte a promuovere la competitività dell’idrogeno.

Altre aree d’azione coinvolgono la necessità di incrementare la quota di energia prodotta da fonti di energia rinnovabile come lo sviluppo di impianti innovativi di produzione di energia rinnovabile (inclusi gli impianti off-shore), impianti di produzione di biometano, la promozione della diffusione di comunità energetiche e di meccanismi di auto-consumo, assieme allo sviluppo di smart-grids e contestuale potenziamento delle infrastrutture di rete.

Di seguito gli ambiti di intervento della componente – ENERGIA RINNOVABILE, IDROGENO, RETE E TRANSIZIONE ENERGETICA E MOBILITA’ SOSTENIBILE e il relativo stanziamento espresso in miliardi di euro:

  1. Incrementare la quota di energia prodotta da fonti di energia rinnovabile (5,90 Mld)
  2. Potenziare e digitalizzare le infrastrutture di rete (4,11 Mld)
  3. Promuovere la produzione, la distribuzione e gli usi finali dell’idrogeno (3,19 Mld)
  4. Sviluppare un trasporto locale più sostenibile 8,58
  5. Sviluppare una leadership internazionale industriale e di ricerca e sviluppo nelle principali filiere della transizione (2,00 Mld)

Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici

La Componente 3 dal titolo “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” si vuole rafforzare l’efficientamento energetico incrementando il livello di efficienza degli edifici, generando stimoli agli investimenti locali e promozione dell’integrazione delle energie rinnovabili.

L’efficienza energetica rappresenta una delle leve più rilevanti ed efficienti per la riduzione delle emissioni, in linea con il Clean Energy Package europeo e con gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni: sulla base di queste premesse la componente prevede la semplificazione ed accelerazione delle procedure per la realizzazione di interventi per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, lo sviluppo dei sistemi di teleriscaldamento e la conferma dell’Ecobonus e Sismabonus.

Di seguito gli ambiti di intervento della componente – EFFICIENZA ENERGETICA E RIQUALIFICAZIONE DEGLI EDIFICI ed il relativo stanziamento espresso in miliardi di euro:

  1. Efficientamento energetico edifici pubblici (1,21 Mld)
  2. Efficientamento energetico e sismico edilizia residenziale privata e pubblica (13,95 Mld)
  3. Sistemi di teleriscaldamento (0,20 Mld)

Azioni trasversali

Due azioni sono fondamentali per ottenere i risultati che l’Italia auspica: la semplificazione delle procedure autorizzative, intervento indispensabile per abilitare gli investimenti in impianti predisponendo un quadro normativo semplificato, questo aspetto deve essere contestuale agli investimenti in ricerca e sviluppo nelle principali filiere della transizione energetica al fine di garantire le necessarie ricadute industriali e produrre un effetto leva finanziaria determinante per la nostra nazione, l’Italia è sempre stata all’avanguardia nella realizzazione di nuove tecnologie e soluzioni innovative, purtroppo spesso a vantaggio di altri paesi e mai sfruttate in maniera ottimale nel nostro territorio, è venuto il momento di sfruttare le risorse finanziarie e le idee in modo che possano determinare una fase di ripresa economica, questa volta non abbiamo più tempo e non possiamo più sbagliare.

Alessandro Porro

Responsabile fondi UE Business Support System (BSS) – Roma, Milano, Bruxelles

A cura di Francesca Pucci

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Scritto da su Feb 28 2022. Archiviato come Ambiente, Editoriale. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

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