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Il passato e il presente di Massimo Pulcinelli

La storia del Gruppo Bricofer nasce nel 1979, quando Aldo Pulcinelli decide di aprire un piccolo negozio di ferramenta a Roma. La nuova esperienza, spinta da una grande passione, inizia ben presto a dare i primi importanti risultati e a coinvolgere l’intera famiglia. Nel 1987 per andare incontro alle crescenti richieste del settore, l’azienda decide di dar vita ad un gruppo d’acquisto composto di dettaglianti il quale, grazie alla sua struttura da grossista atipico, è in grado di spuntare condizioni estremamente vantaggiose presso i fornitori. La svolta decisiva giunge nel 1989, quando uno dei figli di Aldo, Massimo Pulcinelli, intuisce tutte le potenzialità del mercato e individua la strada verso la quale indirizzare le strategie future: creare e sviluppare una rete distributiva propria formata da punti vendita a gestione diretta e punti vendita in franchising.
Nasce così una nuova realtà che si impone rapidamente sul mercato per l’innovativa struttura di affiliazione, basata su un’architettura estremamente snella e flessibile. Il progetto incontra subito i favori del mercato e si rivela ben presto una formula di importanti e traguardi prestigiosi, come il raggiungimento della copertura dell’ intero territorio nazionale, unito alla ricerca di un costante miglioramento ed ampliamento nell’offerta di prodotti e servizi. successo. Un successo che dal 1999 ci ha consentito di affermarci come il più grande network 100% italiano del fai da te.
Siamo un gruppo ambizioso che si è sempre prefissato obiettivi.

Oggi il signor Pulcinelli è il patron dell’Ascoli calcio. Gli abbiamo chiesto:

Come è stato il primo impatto nel mondo del calcio da proprietario di un club?

La trattativa con la vecchia proprietà si è rivelata in assoluto la peggiore della mia vita imprenditoriale. Concetti come serietà, valore della parola data o di una stretta di mano, che di solito tra imprenditori di livello hanno un grosso peso specifico, in questo caso sono stati completamenti disattesi. Mi verrebbe da dire: quando la parola è acqua…. Comunque, anche se con venti giorni di ritardo, alla fine siamo riusciti a concludere.

Se lo aspettava così il mondo del calcio?

Non avevo aspettative particolari. Sapevo che si tratta un mondo molto complesso e, a conti fatti, devo dire che in effetti lo è. Ma a chi piacciono le cose semplici? Più la sfida è grande, più gli obiettivi sono ambiziosi e più mi appassiono! .

L’Ascoli ha appena compiuto 120 anni di storia. Che cosa significa per lei?

Significa sentire una maggiore responsabilità e anche tanto onore. Poter rappresentare una società di tal calibro…

Nodo stadio. Non sarebbe stato meglio costruirlo da zero?

Di solito è molto più conveniente un intervento drastico, ma il Del Duca ha il suo fascino, la sua storia… Comunque è presto per approfondire un tema tanto importante:

Ha ricevuto rassicurazioni per la tribuna Est?  Che tempi si aspetta?

Tutte le componenti del Comune, con le quali stiamo collaborando benissimo, ci hanno assicurato che entro la fine di gennaio i lavori saranno terminati e la tribuna Est ci verrà consegnata.

Alla luce della situazione attuale, figlia delle decisioni precedenti, quali sono i programmi del club per l’impianto?

Abbiamo provveduto in tempi molto veloci alla copertura della tribuna Ovest. Al momento stiamo analizzando possibili evoluzioni, posso dire che probabilmente realizzeremo ulteriori sky box per gli sponsor. Quanto al resto, ci vorrà ancora qualche mese per prendere delle decisioni. Di sicuro è di massima priorità il rifacimento della curva Sud, ma c’è davvero tanto da fare.

Ultimamente si è lamentato con i tifosi che contestano, soprattutto sui social. C’è una storica frase di Mazzone (in una vecchia prima pagina del Carlino che abbiamo in redazione) in cui, dopo la prima promozione in A dell’Ascoli dice: “Ringrazio il 97% dei tifosi”. Meglio perdere i tifosi che contestano a prescindere o farli ricredere?

La peculiarità del calcio è di appassionare tutti, perciò è corretto che ognuno esprima le proprie convinzioni. Credo che l’errore principale alla fine sia il mio: per proteggere tutti i nostri uomini finisco con il farlo sui social. Probabilmente hanno ragione i miei collaboratori quando mi suggeriscono di lasciar correre. Se abbiamo fatto le scelte giuste lo dirà il campo. Però….

Però?

Io sono un sanguigno e lasciar correre mi risulta difficile. Ho dentro di me l’ambizione di costruire una mentalità vincente, un modo di pensare improntato alla positività. Voglio trasmettere questa mentalità a tutte le componenti del progetto Ascoli Calcio: società, staff tecnico, squadra ed anche tifosi.  Sono certo che ci riuscirò, pur nella consapevolezza che sono sempre i risultati del campo e la classifica a fare la differenza.

Che tipo di investimento è l’Ascoli per la famiglia Pulcinelli?

E’ un investimento di cuore. Una passione verso lo sport principe, il calcio, che coinvolge anche tutta la mia famiglia, da mia sorella Roberta ai miei due figli Alexia di 22 anni ed Andrea di 17 anni, che essendo molto giovani capiremo strada facendo il loro potenziale. Per ora sono degli Ultrà e non perdono nessuna gara, né in casa né in trasferta. La nostra volontà di fare bene è talmente forte da aver coinvolto anche il Top Management del Gruppo Bricofer.

Che obiettivi si pone?

Quest’anno dobbiamo ottenere la salvezza il prima possibile. Poi sarà tempo di programmare la rincorsa ai play-off. A medio-lungo termine ci piacerebbe arrivare nella massima divisione, anche se sappiamo molto bene che non sarà semplice.

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Scritto da su Feb 26 2019. Archiviato come Calcio, Primo piano. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

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