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Morte investite a Roma, il giudice: “Genovese mandava sms al volante”

Roma, 18 febbraio 2021 – Gaia e Camilla erano sulle strisce pedonali. Questo si legge nelle motivazioni della sentenza con la quale il giudice per le udienze preliminari Gaspare Sturzo ha condannato a 8 anni di carcere Pietro Genovese, scegliendo probabilmente di dare il massimo della pena prevista per omicidio stradale – per questo reato l’ordinamento italiano prevede condanne da 2 a sette anni – e un ulteriore anno in continuità di reato.ADPer te il 5% di CashBack sui primi €3000 spesi con Blu American Express.Richiedila oraAmerican ExpressAdv

Lo schianto mortale

Era la notte tra il 21 e il 22 dicembre del 2019, quando le due studentesse sedicenni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli sono state investite da un’auto mentre attraversavano corso Francia. L’impatto è stato violentissimo ed è costato la vita ad entrambe. Due vite spezzate, due giovanissime vite interrotte per sempre. Sogni, speranze, passioni, desideri: tutto cancellato da quell’auto in quella fredda notte di dicembre. Al volante di quel Suv c’era Pietro Genovese, oggi ventiduenne, figlio del regista Paolo Genovese.

fonte ilgiorno

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Scritto da su Feb 19 2021. Archiviato come Cronaca, Primo piano, Roma Capitale. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

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