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Recensione di The Last of Us 2 su Ps4

Dopo sette anni da The Last of Us ieri sera 18 giugno è stato rilasciato il seguito, The Last of Us 2. Naughty Dog ha sviluppato un gioco all’avanguardia per questa generazione di console, che riesce a migliorare ogni aspetto del gameplay nell’originale del 2013. In molti modi è la stessa formula lucidata, espansa e ottimizzata per raggiungere il suo pieno potenziale. Sembra il gioco che gli sviluppatori hanno sempre voluto realizzare, che porterà in ambienti lussureggianti post-apocalittici, cercando scorte e risolvendo enigmi naturalistici; per quanto riguarda il combattimento furtivo, sia contro i sopravvissuti umani che contro gli zombi funghi del gioco, si può dire che gliincontri-scontri siano il suo punto di forza.

Se si è fortunati, si potrà essere in grado di eliminare tutti i nemici in una determinata arena senza mai subire danni. Ma è molto più probabile che, ad un certo punto, il piano cadrà e si sarà costretti ad adattarsi, attraversando gli ambienti più grandi e intricati tra loro per riposizionarli e ottenere il vantaggio, gestendo attentamente le risorse e munizioni per diventare un predatore intelligente e letale. Andare inclini nell’erba alta a rimanere nascosti è un’aggiunta particolarmente forte, che porta a momenti tesi di attesa. Scegliere con cura ogni colpo rimane l’elemento più importante del gameplay: non è uno sparatutto in prima persona stile Call of Duty.

La storia di si profila ancora nell’immaginazione collettiva una storia in forma di videogioco. È difficile negare che The Last of Us fosse costruito da zero come mezzo per raccontare la sua storia centrale di un trafficante di nome Joel e di una ragazza di nome Ellie, incaricato di trasportare dagli Stati Uniti la ragazza, avendo scoperto di essere immune alle infezioni fungine che sono crollate nella società.

Lo scrittore e regista Neil Druckmann lo ha definito “sacro”. Oltre ad essere stupendo da guardare, The Last of Us Part II di Seattle presenta ambienti più grandi che consentono più esplorazioni in roaming. A quanto pare, il finale non è stato il vero problema. La trama di questo gioco – la maggior parte della quale si svolge dopo che Joel ed Ellie hanno trascorso alcuni anni a vivere in relativa sicurezza a Jackson, nel Wyoming – è una continuazione del tutto logica e ben ponderata di dove abbiamo lasciato i nostri protagonisti.

Ma la storia che segue è qualcosa di completamente più ordinario del primo capitolo. Ben eseguito e spesso sorprendente, è punteggiato da momenti profondamente toccanti dell’umanità, anche se ancora ordinario. Anche ora, non si riesce a pensare a un vero parallelo con il primo capitolo tra i giochi che l’hanno preceduto. The Last of Us Part II è una storia di vendetta, che vuole che il giocatore si senta a disagio con la violenza che mette in atto.

Indipendentemente dal fatto che si consideri The Last of Us Part II una degna continuazione della storia di Joel ed Ellie, Naughty Dog ha realizzato un sequel altrettanto ambizioso e ben considerato come l’originale, probabilmente come uno tra i migliori insieme a Uncharted 4. 9.5

fonte paladinidelvideogioco.it

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Scritto da su Giu 19 2020. Archiviato come Gamestation. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

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