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Recensione di Final Fantasy VII remake per Ps4

Era il 31 gennaio 1997 quando, in Giappone, veniva rilasciato Final Fantasy VII, il più acclamato capitolo dell’omonima saga targata Square Enix (all’epoca conosciuta ancora come Squaresoft). Ora, dopo averlo reso disponibile per PC e con l’annuncio dell’uscita del remake di Final Fantasy VII in esclusiva temporanea sulla principale console Sony, poteva Square lasciarsi scappare l’occasione di riportare le avventure di Cloud e compagni su PlayStation 4? Lo scoprirete da soli dopo aver potuto provare la demo uscita qualche settimana fa; ed in questo periodo di Coronavirus in cui tutti noi dobbiamo restare casa, quale migliore motivo? Il gioco non è invecchiato minimamente, la trama è molto originale, l’idea di combattere per un gruppo di ambientalisti terroristi che cercano di difendere un pianeta vivo dall’abuso della sua linfa vitale è effettivamente un qualcosa di originale ma anche attuale come tematica. I ritmi della narrazione sono superbi, non perfetti poiché alcune fasi effettivamente sono sottotono, ma parliamo di una manciata di ore al netto delle decine necessarie a completarlo. Il gioco è immenso, ricco e variegato con un back tracking studiato ed implementato in maniera eccelsa.

A livello di gameplay il combat system funziona ancora alla perfezione, il sistema di Materia che permette di combinare skills e magie e di modificare le stats è un qualcosa di tanto semplice quanto efficace e divertente. Il livello di difficoltà è abbastanza contenuto, se escludiamo i boss opzionali finali. Colonna sonora al top. Il villain inoltre è caratterizzato benissimo e ha un grandissimo fascino. I protagonisti invece sono un discorso a parte, la maggior parte di loro ha un’ottima caratterizzazione, un paio purtroppo non brillano particolarmente ma non è un grande problema perché il cuore della narrazione rimane solidissimo e il gioco, rimane uno dei migliori mai usciti anche in questa riconversione e di gameplay che richiama gli ultimi Final Fantasy usciti di recente. Ineccepibile il comparto sonoro che, ora come in passato, propone una delle soundtrack migliori in assoluto, con pezzi capaci di rimanere nei cuori dei giocatori per lungo tempo.

Non abbiamo notato alcun tipo di bug e/o rallentamento durante la sessione di gioco, mostrando ancora una volta come i giochi di un tempo non avessero bisogno di patch al day one per poter funzionare correttamente. Un titolo da avere in collezione e da giocare anche per chi lo ha potuto gustare sulla vecchia Psx one; non è solo un salto nel passato ma un qualcosa di unico che porta nel futuro; un bel 8.5 in pagella.

fonte paladinidelvideogioco.it

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Scritto da su Apr 2 2020. Archiviato come Gamestation, Primo piano. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

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