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Recensione di Mortal Kombat 11 per Xbox One

Nel 1992 arrivò per la prima volta nelle sale giochi il picchiaduro della casa produttrice Midway “Mortal Kombat”, realizzato con grafica digitale tramite fotogrammi presi da veri attori che davano ai personaggi come Scorpion, Sub Zero, Liu Kang ecc. una sensazione di realtà in stile film; una tecnica vista sempre dalla stessa casa produttrice qualche tempo prima con il gioco Pit Fighter. La cosa che colpiva era la presenza di sangue e la possibilità di uccidere l’avversario attraverso una combo chiamata Fatality. Questo avrebbe cambiato per sempre il modo di giocare e di mettere dei divieti ad alcuni giochi per la loro violenza.

A quei tempi si giocava a Street Fighter 2 ma quel picchiaduro fatto in grafica “realistica” colpì e mise d’accordo tantissimi giocatori dell’epoca. Sono passati quasi 30 anni circa e siamo arrivati al’undicesimo capitolo uscito su Ps4, Switch e Xone, e dopo avere potuto giocare per bene alla versione X e alla versione XL, ritroviamo un gioco con nuovi personaggi introdotti e una giocabilità e grafica che riportano in alto questa serie che a mio modesto parere aveva deluso negli ultimi anni con alcuni capitoli (vedi Deadly alliance o Sub Zero Mytologies) che nulla avevano di entusiasmante.

Come al solito il gioco è diviso in varie sezioni, dalla modalità storia, alla classica partita arcade e alla sezione on line. I personaggi sono vari, alcuni nuovi ma quasi tutti sono quelli storici riveduti e corretti per certi aspetti a livello grafico. Come ogni Mk il piatto forte sono le fatality, belle e crude per come si aspetti sia un Mortal Kombat e le solite Friendship, Brutality ecc… Gioco naturalmente Pegi 18 quindi i genitori sanno che questo gioco per i figli, se minorenni, non è adatto; certo, ormai la violenza è parte integrante di questo mondo e quello che si vede o sente al tg non è meglio di ciò che ci può essere in questo nuovo picchiaduro.

Ma tralasciamo questo discorso e torniamo al gioco: una nota che ha un suo merito e suo demerito è il doppiaggio in italiano, bella come idea ma per me, specie per alcuni personaggi, poco adatto. Per il resto questo Mortal Kombat ha tutto per non essere da meno rispetto ad altri picchiaduro ed introduce del tutto questo genere nel mondo next gen tralasciando quello che è già uscito su Ps4 o Xone come Injustice 2 o i vari Jump Force e compagnia. La longevità, una volta finita la storia, dipenderà da voi, se giocherete on line durerà tantissimo altrimenti in modalità singolo una volta finito con tutti i personaggi che comunque sono tanti, potreste smettere di giocarci.

In attesa di vedere i prossimi picchiaduro che usciranno, diamo un ben tornato a Mortal Kombat. Nota di merito anche per la versione Switch che è stata visionata insieme alla versione Xone ed il risultato è stato davvero piacevole. Questo gioco vuole rappresentare la fine di un ciclo e iniziare una nuova storia. A non convincere appieno è la durata o meglio la longevità che potrebbe togliere quel qualcosa in più che un “picchiaduro” può offrire ma sono cose di poco conto ed un vero fan della serie sa anche farne a meno e trovare questo gioco un vero e piacevole passatempo da provare on line e con gli amici come ai tempi della sala giochi dove si aspettava di provare fatality e tante altre mosse speciali.

fonte paladinidelvideogioco.com

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Scritto da su Apr 26 2019. Archiviato come Gamestation. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

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