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Scopri cosa fare questo weekend con Discover Places 06/07 Aprile

3 Apr: Presentazione del “Piano Triennale del Turismo”

Posted on aprile 3, 2019 by DiscoverPlaces

Sostenibilità, innovazione e accessività.

Abbiamo avuto il piacere di ascoltare la presentazione del “Piano Triennale del Turismo” dall’assessora al turismo e alle pari opportunità Lorenza Bonaccorsi, che ne ha illustrato il programma in una rassegna stampa dedicata ai giornalisti e agli imprenditori del settore. Un piano che è frutto degli incontri svolti nel 2018, organizzati nelle più belle location di 5 province del Lazio (Latina, Abbazia di Fossanova, Roma, Castello di Santa Severa; Frosinone, Abbazia di Casamari, Viterbo, Museo del Vino MuVIs), iniziative a cui noi abbiamo partecipato attivamente, insieme a tanti altri operatori del turismo.

A evento concluso abbiamo avuto il piacere di vivere una vera e propria esperienza sensoriale, curata da uno degli Chef stellati più abili del Lazio, Antonello Colonna. I piatti d’autore, creati con amore e alcuni dei prodotti tipici più gustosi della nostra Regione rivisitati in chiave moderna, erano accompagnati da un palcoscenico di vini locali d’eccellenza.

Festa delle Camelie

Apr 6 – Apr 7

6-7 Aprile:

Uno dei fiori più belli sboccia a Velletri!

Una festa dedicata alle Camelie e tutti i prodotti e le tradizioni che girano attorno a questa pianta e al suo fiore. Originaria dell’Asia, è arrivata in Italia per la prima volta nel 1786 piantata all’interno del giardino Inglese della Reggia di Caserta, per poi diffondersi in tutta Italia trovando a Velletri un habitat particolarmente favorevole per via del terreno vulcanico ricco di minerali. Questa particolare condizione permette al fiore, che annuncia l’inizio della primavera, di crescere nelle forme e nei colori più variopinti. Un fine settimana immersi nel loro profumo e nelle tante attività a tema, come mostre fotografiche, di pittura e tanto altro, organizzate durante le giornate di festa per far conoscere meglio questa splendida pianta, un vanto di questo piccolo borgo in provincia di Roma.

Grande apertura del Centro Botanico Moutan

Apr 6 – Apr 7

6-7 Aprile:

Buongiorno Primavera!

Uno dei centri botanici più belli del Lazio apre i suoi giardini al pubblico per l’inizio della stagione di fioritura delle peonie, e delle tante altre piante presenti all’interno del parco.

Situato alle porte del comune di Vitorchiano, il Centro Botanico Moutan ospita al suo interno più di 600 varietà di Peonie provenienti da tutto il mondo. Al suo interno è possibile acquistarne i semi e tanti altri prodotti che racchiudono le fragranze di questi splendidi fiori, tanto esotici quanto magici.

All’interno del Centro Botanico Moutan per tutto il fine settimana è possibile gustare i frutti della primavera nel coloratissimo “Colour Cafè” con menù e prodotti a tema, tutti preparati con amore e prodotti locali della Tuscia.

6-7 aprile:

Il Re degli ortaggi fa tappa a Sezze.

Una delle sagre più grandi della Provincia di Latina festeggia il prodotto tipico più amato: il carciofo.

Una giornata per assaporare i carciofi degli agricoltori locali preparati nei più svariati modi e serviti a tutti gli intrepidi foodies che partecipano a una Sagra con la S maiuscola. Buon cibo e tanto divertimento, un fine settimana di gusto animato anche da tanta musica ed esibizioni di artisti locali.+ GOOGLE CALENDAR+ ESPORTA ICAL

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Sagra dei Frascategli

Apr 7

7 Aprile:

I piccoli e gustosi gnocchi vengono festeggiati a Morolo nella tradizionale sagra dei “frascategli”.

Il piatto tipico della cucina morolana e Ciociara, creati con un semplice impasto di acqua e farina, vengono preparati con amore durante tutto l’arco della giornata dalle sapienti mani dei volontari dell’associazione “Vivere San Pietro”. Serviti a tutti i partecipanti alla ricerca dei profumi e i sapori tradizionali della provincia di Frosinone, conditi nei modi più svariati. La giornata prosegue con spettacoli e giochi popolari come il tiro alla pignata e la bevuta al canaio.+ GOOGLE CALENDAR+ ESPORTA ICAL




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Motosciatoria Terminillo

Apr 7

7 Aprile:

Una curiosa manifestazione organizzata dall’Associazione Hobby Moto d’Epoca e dal Motoclub ’97, e una mostra dedicata alle moto d’epoca che vede la partecipazione dei più rappresentativi piloti Reatini.

Alla competizione partecipano motociclisti e sciatori da tutta la Regione, che sfilano a braccetto nelle proprie moto d’epoca da Rieti al Terminillo, in una rievocazione della prima edizione della Motosciatoria competitiva, che si è svolta il 27 febbraio 1938. La competizione consisteva in una prova mista di sci di fondo e regolarità motociclistica, a cui potevano partecipare tutti i motociclisti sciatori o motociclisti conducenti con uno sciatore a bordo che dovevano affrontare un percorso, da Roma al Terminillo, e un circuito di sci di fondo.

La rievocazione termina con l’inizio del vecchio percorso, lungo 5 km, di sci di fondo da parte degli sciatori partecipanti. Durante la giornata oltre la rievocazione storica, sarà possibile percorrere un itinerario enogastronomico con i migliori prodotti della provincia di Rieti.

Posted on aprile 3, 2019 by Dario Magno

Le ricette della cucina romana: Lesso alla Picchiapò

Ricetta del Lesso alla Picchiapò

La preparazione inizia con un brodo fatto con il muscolo di manzo in cui la carne si mette nella pentola quando l’acqua già bolle con sedano, carote e cipolle.

Quando il brodo è pronto si prepara una bella minestra con i quadrucci, una pasta all’uovo fatta in casa dalla forma di piccolo quadrati, o la stracciatella, a base di uovo e formaggio.

Il lesso viene poi servito come secondo con una salsetta a base di aceto o di prezzemolo, ad ognuno le sue abitudini.

Ma è con i resti che avanzano che si prepara la cena e ci si fa il Lesso alla Picchiapò.

Si inizia preparando un sugo a base di pomodoro e cipolla. Consiglio di scegliere i pelati che hanno una marcia in più, ma la cipolla è la vera protagonista quindi abbonda senza paura.

Bisogna fare appassire la cipolla a fuoco lento nel tegame con un filo d’olio extra vergine e un po’ di vino bianco. A questo punto si aggiungono i pomodori pelati.

A parte si sfilaccia la carne in modo da farla in tanti piccoli pezzi: puoi prepararla battendo su un tagliere e sentirti uno dei macellai del tempo di Trilussa, oppure usare un coltello super moderno e sentirti il protagonista de “il signore delle lame”.

A cottura del sugo aggiungi gli sfilacci di lesso e falli andare qualche minuto, il tempo che si ammorbidiscono con un po’ di vino bianco.

Servi con prezzemolo e una punta di pepe.‘Azzupace’ una pagnotta di pane nel sugo!

Posted on aprile 3, 2019 by Dario Magno

Un nome molto particolare per una delle ricette tradizionali della cucina romana, quella che non butta niente e che riutilizza tutto il possibile: il Lesso alla Picchiapò.

E per favore non chiamatelo bollito perché c’è una bella differenza: nel lesso la carne viene cotta in modo da rendere il più possibile saporito il brodo, mentre nel bollito la carne viene cotta in modo da essere più saporita. È tutta una questione di temperature dell’acqua e di tempi di cottura: nel bollito la carne viene messa a cuocere quando l’acqua già è in ebollizione e crea subito uno strato protettivo che mantiene il sapore al suo interno.

Ma torniamo al Lesso alla Picchiapò perché è un nome che non si può dimenticare e sul quale ci sono diverse teorie, tutte molto interessanti.

La prima è quella che lo collega direttamente ai grandi poeti dialettali, prima il Belli e poi Trilussa, che avevano un loro personaggio chiamato Picchiabbò. Per Trilussa era un nano di corte, uno al quale era permessa dire la verità e gli dedica molto spazio:

“Picchiabbò, er buffone de Corte, era un ometto accusì piccolo che uno se lo poteva mette in saccoccia come la chiave de casa. Quanno camminava faceva tre passi, un zompo, una piroletta e un capriolo per via che essenno la capoccia più grossa der corpo, ogni tanto je spiommava e je faceva perde l’equilibbrio.”

Quello che ve posso di’ è che Picchiabbò, a forza de caprioli e de piroette, se fece strada e arivò fino a la Reggia, pe’ fa ride er Re.”

Così recitava Trilussa (da “Picchiabbò, ossia la moje der caimbellano: prosa spupazzata dall’autore stesso” del 1927). E ancora da “Er Nano Diplomatico”:

Re Bomba era severo, ma in compenso
quanno vedeva Picchiabbò er buffone,
un vecchio Nano pieno de bon senso
e sincero secondo l’occasione,
incominciava a ride e er bon umore
riusciva sempre a intenerije er core.

Ma il Lesso alla Picchiapò è talmente tanto interconnesso alla cucina tradizionale romana che dà il titolo ad una parte della colonna sonora scritta da Armando Trovajoli per il film “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola del 1974.

Secondo altre versioni, il nome sarebbe direttamente connesso ai macellai di Testaccio, uno dei quartieri più popolari di Roma vicino al quale viveva proprio Trilussa. Questa ricetta sarebbe nata proprio tra i macellai per riutilizzare tutto quello che era possibile. Nella cucina romana è noto ‘uso del ‘quinto quarto’, ossia di tutte le parti interiora degli animali che venivano scartate dai nobili e dai prelati.

Il nome Picchiapò deriverebbe dalla particolare preparazione di questo lesso in cui si deve prendere la carne e ‘picchiarla’ per poterla sfilacciare e preparare per la seconda parte della ricetta: il riuso creativo della carne in un piatto a base di carne ripassata con cipolla e pomodori.

La verità è che nessuno sa perché questo piatto si chiama cosi, una pietanza semplice e buonissima nello stesso tempo in cui tutto parte da un solo ingrediente con il quale si riesce a preparare un intero pranzo reale.

Si parte da un pezzo di muscolo e si ricava un primo e un secondo piatto: un brodo saporito da servire con quadrucci, una pasta fatta in casa, e un secondo a base di carne ripassata. Perché niente si butta e tutto si recupera e si migliora. Una sorta di economia circolare della cucina!

Ricetta del Lesso alla Picchiapò

La preparazione inizia con un brodo fatto con il muscolo di manzo in cui la carne si mette nella pentola quando l’acqua già bolle con sedano, carote e cipolle.

Quando il brodo è pronto si prepara una bella minestra con i quadrucci, una pasta all’uovo fatta in casa dalla forma di piccolo quadrati, o la stracciatella, a base di uovo e formaggio.

Il lesso viene poi servito come secondo con una salsetta a base di aceto o di prezzemolo, ad ognuno le sue abitudini.

Ma è con i resti che avanzano che si prepara la cena e ci si fa il Lesso alla Picchiapò.

Si inizia preparando un sugo a base di pomodoro e cipolla. Consiglio di scegliere i pelati che hanno una marcia in più, ma la cipolla è la vera protagonista quindi abbonda senza paura.

Bisogna fare appassire la cipolla a fuoco lento nel tegame con un filo d’olio extra vergine e un po’ di vino bianco. A questo punto si aggiungono i pomodori pelati.

A parte si sfilaccia la carne in modo da farla in tanti piccoli pezzi: puoi prepararla battendo su un tagliere e sentirti uno dei macellai del tempo di Trilussa, oppure usare un coltello super moderno e sentirti il protagonista de “il signore delle lame”.

A cottura del sugo aggiungi gli sfilacci di lesso e falli andare qualche minuto, il tempo che si ammorbidiscono con un po’ di vino bianco.

Servi con prezzemolo e una punta di pepe.‘Azzupace’ una pagnotta di pane nel sugo!

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Scritto da su Apr 4 2019. Archiviato come Il weekend di Discover Places, Lazio. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

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