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Scopri cosa fare questo weekend con Discover Places 9/10 e 16/17 Marzo

16 mar: La Via Francigena nel SUD, Cammino Culturale Europeo

Posted on marzo 4, 2019 by DiscoverPlaces

Sabato 16 marzo nel complesso dell’Abbazia di Fossanova le Associazioni dei pellegrini e camminatori/viaggiatori e le Associazioni ambientaliste dell’area a Sud di Roma festeggiano il riconoscimento della Via FRANCIGENA del Sud, Cammino Culturale Europeo.

(https://www.viefrancigene.org/it/AEVF/comitato-europeo/)

Sono  programmati due Cammini e una Conferenza a cui partecipano l’Assessore Regionale al Turismo della Regione Lazio On. Lorenza Bonaccorsi e il Presidente dell’Associazione Europea della Via Francigena Massimo Tedeschi, deputati alla certificazione del percorso.

Il primo cammino parte alle ore 8:00 di sabato 16 marzo dalla piazza antistante il Palazzo Baronale di Maenza. Il pellegrinaggio è organizzato in onore dei festeggiamenti di San Tommaso d’Aquino e si snoda lungo i 15 Km di strade e sentieri che collegano il paese Lepino all’Abbazia di Fossanova.

Il secondo cammino parte dalla Cattedrale di Priverno e percorrerà la Via Francigena del Sud per l’Abbazia di Fossanova. In prossimità del fiume Amaseno i due pellegrinaggi si uniranno e cammineranno insieme per i restanti 6 Km che li separano dall’arrivo all’Abbazia. Saranno presenti gli studenti degli istituti scolastici di Terracina e Priverno, gli scout di Latina. Parteciperanno anche Associazioni con figuranti in costume che rievocheranno cultura, arti e mestieri dell’epoca.

Alle 13,00 accoglienza in Abbazia da parte della Comunità Monastica e dal Coro Euphonia.

Il culmine della Festa si avrà alle ore 15.00 quando inizierà la conferenza dal titolo “La Via Francigena del Sud, Cammino Culturale Europeo”. Essa avrà il compito di descrivere il tracciato e il procedimento di coinvolgere i Comuni, gli Enti Istituzionali locali e regionali sull’importanza e le ricadute culturali spirituali, turistiche ed economiche sui territori. Alla discussione parteciperanno numerose Associazioni, Sindaci e rappresentanti istituzionali, che hanno aderito alla manifestazione.

La conferenza sarà presieduta dall’Assessore al Turismo della Regione Lazio, l’Onorevole Lorenza Bonaccorsi.  “La conferenza  vuole sottolineare il lavoro svolto dalle associazioni e dai comuni insieme alla Regione Lazio per la certificazione del tracciato del cammino Francigeno a sud di Roma” ci dice Giancarlo Forte, presidente dell’Associazione gruppo dei Dodici. 

La via Francigena nel Sud unisce l’Occidente e l’Oriente, passando attraverso alcuni dei borghi più belli d’Italia. L’unico Cammino Europeo che si percorre da e verso Roma.

“Un incontro interessante per scoprire i luoghi della Via Francigena nel Sud del lazio”, continua Giancarlo Forte “poco conosciuti ma dallo splendore inestimabile”.

Un evento organizzato con il patrocinio della Regione Lazio, Associazione Europea delle Vie Francigene, Compagnia dei Lepini e i Comuni di Maenza e Priverno.

Sarà possibile partecipare, con una quota di euro 10, al pranzo del pellegrino, organizzato e curato da Campagna Amica della Coldiretti di Latina. L’incontro conviviale sarà accompagnato dai canti popolari del Coro delle Donne di Giulianello (Cori).

Per informazioni e per l’adesione:

Giancarlo Forte  

Cell: 3206196535

Email: presidente@romaefrancigena.eu

24 febbraio: Il Castello Odescalchi di Bracciano si trasforma in un luogo di fiaba per i più piccoli. Una giornata per festeggiare il carnevale all’interno di uno dei più bei castelli del Lazio, tra giochi in maschera e una visita guidata tra le sale di questo meraviglioso testimone della storia. I bambini e partecipanti verranno accompagnati da attori e personaggi che racconteranno la “Leggenda del Lago e la principessa Artemisia”.

8 Marzo: 

Una presentazione che è una stregoneria! Nel Comune di Faleria, all’interno della sala della Misericordia, una presentazione per festeggiare la tanto attesa festa della Donna con il libro “Streghe e Stregonerie in Terra di Tuscia” di Giancarlo Breccola. Un volume che raccoglie testi e testimonianze del fenomeno culturale della “caccia alle streghe” nella provincia di Viterbo tra il tra il XIV e il XX secolo, l’analisi di documenti storici e leggende popolari. Un affascinante viaggio nell’immaginario collettivo di questo elemento popolare che ha caratterizzato fortemente la cultura del viterbese.

Dopo la presentazione sarà offerto un rinfresco a tutti gli spettatori e spettatrici.




Sagra Falia & Broccoletti

Mar 10

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10 marzo:
Chi la Falia l’aspetti!
I broccoletti sono una verdura universalmente apprezzata per la bontà e il basso Lazio è famoso per le sue rassegne che li festeggiano, preparati nei più svariati modi, da soli o accompagnati da carne o pane.
Nell’antico borgo di Priverno, in provincia di Latina, si festeggia questa splendida verdura nel mese di Marzo. I broccoletti si festeggiano assieme ad un’altro capolavoro tipico della cucina tradizionale, la Falia, un incrocio perfetto tra pane e pizza, che vi lascerà con l’acquolina in bocca.

Manifestazioni Tomistiche

Roccasecca dedica al santo un ciclo di seminari fra marzo e aprile dal nome Manifestazioni Tomistiche che iniziano il 7 marzo, il giorno che la chiesa dedica a San Tommaso.

Nei nove giorni precedenti al 7 marzo, presso la chiesa madre dell’Annunziata, una messa seguìta da una novena in cui si ricordano gli avvenimenti principali della vita del santo. La sera del 6 marzo il territorio comunale si illumina alla luce dei falò e presso i ruderi del castello dei D’Aquino viene accesa la fiaccola del tripode, costruzione inaugurata nel 1972.

La giornata della festa, poi, inizia già alle 6,30 del mattino, quando nel piazzale di Corso S. Tommaso al Castello si raduna la banda musicale che al suono di caratteristiche marce si incammina verso la chiesa dell’Annunziata, dove alle ore 7 si celebra la prima messa.

L’appuntamento principale è per le ore 10 con la cerimonia liturgica accompagnata dai canti della Schola Cantorum, officiata dal vescovo della diocesi e spesso da un cardinale, con numerosi sacerdoti domenicani che vengono da ogni dove a tener vivo il legame tra questa terra e il loro ordine monastico.

Alla fine del rito religioso inizia la processione che si snoda lungo le strette vie del Borgo Castello e attraverso le strade principali di Roccasecca centro. Durante il percorso la gente che si trova ai lati della strada e sui balconi lancia fiori alla statua in segno di omaggio. La statua ad intervalli quasi regolari sosta presso caratteristici altari allestiti per l’occasione, in modo da permettere alle persone che la portano in spalla di riposarsi.

La processione del mattino termina nella chiesa di S. Margherita a Roccasecca centro, dove Tommaso rimane fino all’appuntamento serale con la messa vespertina. A questa segue una nuova solenne processione notturna con la quale la statua tornerà nella sua dimora abituale dell’Annunziata.

Il percorso di ritorno si snoda lungo il panoramico viale Paolo VI, che si inerpica lungo il monte Asprano. Molto caratteristica è questa processione perché complice il buio della notte, le persone devono portare in mano una torcia accesa che, unita alle lampade ad olio disposte lungo il percorso, creano un effetto scenico assai suggestivo.

L’arrivo nella Collegiata, i fuochi artificiali e la benedizione finale del parroco con la reliquia del santo concludono la giornata dei festeggiamenti. La processione serale fu istituita negli anni ’60 per permettere di partecipare agli eventi religiosi alle persone che la mattina lavoravano e oggi è diventata quasi la più importante e suggestiva.

Guides:

Guida di Roccasecca




10 Marzo:

Il piatto più rappresentativo di questo borgo Sabino che si affaccia sulle limpide acque del lago del Turano, viene celebrato nel mese di Marzo con la Sagra del Polentone.

Una prelibatezza tutta Italiana, la polenta viene preparata dalle sapienti mani dei membri della Pro Loco di Castel di Tora. Viene servita con olio a “crudo” della Sabina o accompagnata dal sugo di “magro”, un condimento a base di pesce preparato con aringa, tonno e baccalà.  

Tanti saranno gli stand enogastronomici presenti durante tutta la giornata, non solo per offrire prodotti locali ma anche con lo scopo di far  riscoprire le tradizioni culinarie locali e di questo borgo che ha inoltre il pregio di essere uno dei sedici paesi che compongono l’Associazione Culturale dei “Polentari d’Italia”

Ricordi: il sapore della pasta fatta in casa e una Amatriciana alla Cicoria

Posted on marzo 4, 2019 by Dario Magno

Se devo pensare ad un suono o un sapore che mi ricorda la mia infanzia nel basso Lazio la mia mente corre subito alla tradizione di fare la pasta in casa per il pranzo della domenica.

Un suono nei ricordi da bambino ancora echeggia nella mia mente ed è quello del mattarello sul piano di legno, la ‘spianatora’, che girava quasi fosse un metronomo. Pochi lo sanno ma la pasta doveva fare un certo rumore per essere veramente ‘speciale’.

Zia Peppa era maestra nell’arte della pasta fatta in casa e le sue sfoglie erano perfettamente tonde e sempre dello stesso spessore, questo il ricordo di molti di noi. E quando la pasta ‘schioccava’ sapevamo che avremo passato una domenica indimenticabile. La pasta fatta in casa in tutte le sue forme: fettuccine, ‘fregnaquanti’ (i tagliolini delle mie parti), maltagliati, quadrucci, cannelloni, era l’anima del pranzo domenicale.

Noi avevamo 4 galline contate, c’è invece chi aveva un pappagallo. Le poche uova delle nostre galline erano perfette per lo scopo, poi la farina, le mani di zia e nulla più.  Mattarello e spianatora, così come i mestoli rigorosamente in faggio, venivano prodotti a Carpineto Romano, non so se c’è ancora qualcuno che li fa, sarebbe bello ritrovarli.

Penso che la pasta all’uovo incarni la tradizione culinaria del basso Lazio più di qualsiasi altro elemento. Si apre a migliaia di varianti e lascia libera la fantasia, dalle ricette tradizionali alle piccole interpretazioni personali, è sempre buona!

Stanno riaprendo piccoli mulini che tornano a macinare i grani antichi riscoperti da agricoltori locali.

Ricetta della Amatriciana alla Cicoria

L’Amatriciana sta a Roma come il Colosseo sta ai Sampietrini, che per chi non lo sapesse sono quei sassi a forma troncoconica di colore scuro con cui sono fatte molte strade del centro di Roma. Una volta venivano tutte dalla colata lavica vicino la tomba di Cecilia Metello dove passa l’Appia. Oggi quella colata è nel Parco dell’Appia Antica e i Sampietrini arrivano da altre parti.

L’Amatriciana è una ricetta semplicissima, quasi austera. In principio era la ‘gricia’, guanciale e pecorino e pepe, poi arrivò il pomodoro. Prende il nome da Amatrice ed era la pasta dei pastori e in montagna il pomodoro non era frequente. Aggiungendo o togliendo un elemento le varianti sono infinite.

Il guanciale si deve sciogliere lentamente in padella rigorosamente in ferro fino a diventare croccante poi aggiungiamo il pomodoro che cuoce nel grasso sciolto senza olio, sempre perché i pastori non avevano olio. Il pecorino è al servizio della pasta e null’altro.

Come dicevo questa base si presta a mille varianti: questa volta l’ho fatta togliendo il pomodoro e aggiungendo della cicoria di campo precedentemente appena sbollentata e ridotta al coltello.

Un impatto un po’ amarognolo, ma che poi ti conquista. Giusto per questa stagione.

Da berci? un Cesanese per tutta la vita!!

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Scritto da su Mar 7 2019. Archiviato come Primo piano. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

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