Home » Eventi, Il weekend di Discover Places, Lazio, Primo piano » Scopri cosa fare questo weekend con Discover Places 16/17 FebbraioScopri cosa fare questo weekend con Discover Places 23/24 Febbraio

Scopri cosa fare questo weekend con Discover Places 16/17 FebbraioScopri cosa fare questo weekend con Discover Places 23/24 Febbraio

“Town Ambassador” a Luca Calselli, l’architetto della Cultura

Posted on febbraio 18, 2019 by Claudia Bettiol

Conferito il premio Town Ambassador all’architetto Luca Calselli promotore dei territori e vincitore di due concorsi Città della Cultura del Lazio nel 2018 e 2019. Due sfide vinte contro ogni pronostico: nel 2018 con il progetto Colleferro e il Novecento e nel 2019 con San Felice Circeo e il Mare di Circe.

A questo punto potremo definirlo ‘l’architetto della cultura’, ma prima dobbiamo investigare sul significato di cultura legato ai territori e alla loro crescita. Se infatti intendessimo la cultura come qualcosa di statico entreremo nel campo dell’archeologia mentre lo spirito di un architetto è comunque e sempre quello di innovare.

Una innovazione che nei territori oggi passa più attraverso la ricerca di una identità e una messa a sistema delle forze vitali esistenti attraverso il design e la creazione di manifestazioni.

‘Il passato sono le radici, ma un architetto progetta il futuro. Il ruolo del design e della comunicazione identitaria è fondamentale anche nella promozione dei territori perché bisogna comunicare a sé stessi e agli altri l’essenza di quello che si è’.

Luca infatti si definisce come un designer del territorio e delle manifestazioni e attribuisce un grandissimo significato al ruolo che il design ha avuto nella storia dell’architettura italiana e nel successo del Made in Italy.

Per questo da anni si impegna nell’ADD – Associazione del Distretto del Design di Sora e nel 2012 ha contribuito a scrivere il ‘Manifesto del Design Italiano’. In questo manifesto si ripercorre la potenza innovativa del Design Italiano nel Novecento che ha saputo dare un senso estetico alla funzione. Il Manifesto auspica che gli architetti si riapproprino di questa potenza applicandola anche ad altri settori.

Prima di allora il design era soprattutto la ricerca di una funzionalità estrema di un prodotto in uno spirito minimalista, ma negli anni ’70 gli italiani con Ettore Sotsass introducono qualcosa di innovativo. Una eleganza riconoscibile che dà uno stile alle funzioni e rende gli oggetti della produzione di massa qualcosa di unico. Un ossimoro fra produzione di massa e identità che diventa la caratteristica del Made in Italy.

Oggi questo spirito è ancora presente ma gli italiani non sono più i soli a fare design. In un certo senso il successo della Apple è stato aver applicato questi concetti anche all’informatica. E non a caso Steve Jobs raccontava di aver preso ispirazione durante una lezione di calligrafia.

‘La cultura è quello che ha permesso agli italiani di innovare sempre. Siamo stati innovatori nel Rinascimento, nel Barocco, nel Futurismo e nel Design, ma poi ci siamo dimenticati della modernità. Se solo riuscissimo ad avere radici nel passato ma sguardo verso il futuro avremo sconfitto il declino e avviato una rigenerazione’.

Questo ci dice Luca Calselli che ha fatto della cultura classica e dell’innovazione la chiave del suo successo come progettista di rigenerazione di territori. I suoi progetti sono una sintesi fra questi concetti.

Ma il vero punto di forza è la capacità evocativa del design applicato anche ai territori e capace di ritrovare l’identità di un territorio mentre contemporaneamente spinge all’aggregazione degli operatori e ad allungare lo sguardo verso il futuro.

Città della Cultura 2019: San Felice Circeo e il mare di Circe

Prendiamo il caso di San Felice Circeo Città della Cultura del Lazio 2019 e andiamo alla ricerca di questo spirito. Il problema di San Felice era quello di uno splendido paese all’interno del Parco Nazionale del Circeo che era diventata famosa con le seconde case di splendide ville e che poi aveva esteso il modello delle seconde case ad una edilizia improbabile che aveva portato ad un inevitabile declino.

Una economia basata su una stagione turistica che si restringe sempre di più al solo mese di agosto e un modello da reinventare.

Quando interviene Luca Calselli la situazione è esattamente questa con un territorio che non sa più chi è e che cosa offre ad un turista che nel frattempo è sempre più in cerca di emozioni e di esperienze.

Luca parte dal passato e dalla sua evocazione moderna e il progetto si chiama ‘il mare di Circe’. Come si fortificano i legami con il passato? La risposta sembra semplice come l’uovo di Colombo e forse per questo nessuno la aveva perseguita.

La storia della maga Circe riporta a Ulisse e al suo viaggio di ritorno a Itaca ed allora ecco un gemellaggio con l’isola greca. Ma anche una riscoperta della lingua greca e delle sue propaggini fino ai nostri giorni. Ecco passato e presente.

E il presente? La prima cosa è ragionare su una grande scala e pensare da subito ad una candidatura di San Felice Circeo insieme alle isole dell’arcipelago pontino: Ponza e Ventotene.

Sono tre ‘isole’ (considerando che San Felice Circeo appare come un’isola a chi la guarda) che offrono esperienze molto diverse ai turisti ma che oggi non dialogano fra loro. Non sono collegate via mare e questo le ha rese distanti anche per l’identità di una esperienza di arcipelago.

Il progetto allora inizia da un collegamento marino e dalla ricerca di un segno identitario che le unifichi agli occhi dei residenti e dei turisti. E se il Circeo ricorda la maga, a Ventotene si trovavano le sirene di Ulisse con il loro canto e Ponza era nella rotta dell’Odissea.

E il futuro?

Il futuro si costruisce tutti insieme con una sapiente regia. Nel progetto Luca Calselli ha messo in rete tutte le diverse realtà che fino ad ora hanno lavorato in maniera caotica come in preda a dei moti Browniani.

Il segreto del successo dell’architetto della cultura è proprio in un grande lavoro di creazione di collegamenti fra entità e persone che hanno interesse sociale, economico e culturale su una porzione del territorio. Il successo è proprio quello di avere dato uno stile e una identità a questi collegamenti con un certosino lavoro di relazione e grazie ad un design che ha fatto uscire l’anima dei territori.

Per questo motivo pensiamo che il premio Town Ambassador a Luca Calselli sia un riconoscimento ad una capacità unica di aver saputo interpretare il ruolo del progettista nella rigenerazione urbana e del designer nella creazione di una ‘identità dinamica’ che si proietta verso il futuro.

A breve racconteremo in dettaglio gli eventi e le esperienze della trasformazione per aiutare anche altri a seguire l’esempio di un caso di successo ed imparare dai migliori.

Sagra della Polenta Rencocciata con Cinghiale

Feb 22

22 febbraio: La Polenta come non l’avete mai vista.

Licenza festeggia la fine dell’inverno con la sagra della polenta rencocciata, un piatto tipico locale dove la polenta viene arrostita su una griglia e mangiata come pane, il tutto accompagnato da un gustoso spezzatino di cinghiale come vuole la tradizione. Una giornata tra buon cibo, musica tradizionale e giochi per grandi e piccoli.

Carnevale Civitonico

Feb 24 – Mar 5

24 Febbraio, 3-5 Marzo:

Il Carnevale di Civita Castellana è un evento molto sentito dalla popolazione e ogni anno vede la partecipazione di migliaia di persone. La tradizione vuole che tutto inizi dal giorno di Sant’Antonio quando un fantoccio viene posto in Piazza Matteotti.

Questo fantoccio, chiamato “Il Puccio”, in ogni edizione è rappresentato da un personaggio diverso e rimane al centro della piazza seduto su un trono per tutto il periodo delle feste di Carnevale, per poi essere bruciato infine la sera del martedì grasso.

I gruppi che partecipano alle sfilate di Carnevale e riempiono le strade di Civita sono fra i più divertenti del Lazio: carri dai temi fantasiosi, spiritosi e colorati attraversano la città lungo un percorso di 2 km, con 3000 figuranti che con la loro energia coinvolgono tutti gli spettatori. Il percorso parte da Piazza della Liberazione e, passando per il Ponte Clementino, arriva nel centro storico, dove ad attendere il corteo c’è il Puccio in Piazza Matteotti.

Il martedì grasso dopo l’ultima sfilata, ha inizio una grande festa con balli e musica durante la quale viene eletto il carro più bello e infine viene bruciato il Puccio per salutare il Carnevale.

Il Carnevale dei bambini a Civita Castellana, invece, è una festa in maschera con musica, animazione e giochi e di solito si svolge il giovedì grasso.

Carnevale Pontino

Feb 24

24 febbraio San Felice Circeo:

Tanti coriandoli quanti granelli di sabbia in spiaggia! Il Carnevale pontino approda a Borgo Montenero, frazione di San Felice Circeo per un fine settimana di divertimento spensierato. Due giorni per godere al meglio di tutto quello che il Carnevale e il borgo pontino può offrire, sfilate in maschera, carri allegorici e buon cibo, per un weekend indimenticabile.   

La Festa della Radeca o Carnevale di Frosinone

Feb 16 – Mar 5

Il Carnevale di Frosinone è una festa d’importanza storica perché racchiude in sé una manifestazione molto più antica: la Festa della Ràdeca che si svolge a Frosinone il martedì grasso.

I festeggiamenti per il Carnevale prevedono la sfilata di carri allegorici con costumi e maschere, mentre al termine si rivive l’antica tradizione della Ràdeca (nel dialetto frusinate una foglia d’agave simbolo di fertilità).

La festa della Ràdeca ha origini precristiane ed è un rituale purificatorio che si conclude con il rogo del “Re Carnevale”, un fantoccio personificato, a partire dalla fine dell’800, dal generale francese Jean Antoine Etienne Vachier, detto Championnet.

Il perché sia stato scelto questo personaggio si spiega con un fatto storico. Infatti, nel 1799 le truppe francesi che occupavano il territorio vollero vendicarsi di una ribellione organizzata dagli abitanti di Frosinone compiendo una strage. Si dice che pochi mesi dopo, mentre il popolo festeggiava in piazza per la Festa della Ràdeca, al generale Championnet arrivò voce di una nuova insurrezione cittadina.

Si narra che il generale arrivò alle porte di Frosinone dove fu accolto da un popolo festante. La leggenda racconta che il generale si mischiò così tanto alla folla, bevendo il vino rosso e le fettuccine ciociare, che da allora Championnet è diventato il simbolo del Carnevale a Frosinone. Ogni anno a Frosinone un fantoccio vestito da generale francese sbronzo viene festeggiato su un carro e poi dato alle fiamme.

Di solito la festa inizia alle ore 14 del martedì grasso. Il lungo corteo parte dal rione Giardino. Alla sfilata partecipano figuranti in abiti settecenteschi. A seguire suona la banda musicale e il carro trainato con il generale Championnet con al seguito i “radecari”, cioè persone che seguono il carro e tengono in mano la foglia d’agave. La festa si conclude con la consueta condanna del generale, la lettura del testamento lasciato dal generale e il rogo del fantoccio.

Si partecipa alla festa prendendo una foglia d’agave (una “ràdeca”) e portandola in mano.

« Tutti gli Eventi

Carnevale Amatriciano

Feb 24

24 febbraio:

Un carnevale a cavallo nel borgo di Amatrice, per celebrare insieme al vostro destriero in modo alternativo, a cui Possono partecipare tutti i cavalieri e le amazzoni con il proprio cavallo, l’unica condizione? Tutti in maschera!

La sfilata si svolge per i sentieri e le vie del borgo di amatrice, e se lo stomaco brontola arrivati una volta finita, su le staffe per mangiare un buon piatto dell’inimitabile Amatriciana di Amatrice.


Uno Stracotto di guancia da paura. Tutto Piemontese

Posted on gennaio 24, 2019 by Dario Magno

Inverno? Freddo? Neve? Tempo di Stracotto e siccome mi voglio trattare bene, mi preparo uno Stracotto di guancia di Fassona da paura.

La Fassona è una razza di mucca piemontese, allevata nelle zone della prealpina, ed è considerata una delle migliori carni al mondo. Ancora si possono riconoscere al pascolo con la loro imponenza ed il colore biancastro. Sono così amate che gli allevatori hanno dedicato loro il museo ‘Casa della Piemontese’ a Carrù in provincia di Cuneo.

Scelgo una guancia, un taglio di carne poco conosciuto ma che rivela sorprese. È ottimo per bolliti e stufati che mi ricordano mia nonna Giuditta, anima del bar trattoria “al Bettolino” in riva al Lago Maggiore, pochi piatti, ogni giorno uno diverso così per tutta la settimana. Poi si ricominciava.

Forse ho ripreso da lei la maniacale attenzione al prodotto e all’abbinamento fra piatti e vino. Buon sangue non mente.

Lo stracotto o stufato vuole una cottura lenta, paziente come il passo della gente di montagna. Il nome deriva dal fatto che originariamente veniva preparato in pentole che venivano lasciate cuocere tutta la notte sopra una stufa che serviva contemporaneamente a scaldare la casa e a cucinare. La temperatura bassa di cottura sotto i 100 gradi ammorbidisce la carne ed amalgama gli aromi.

Facciamogli prendere tutto il tempo che vuole.

Ricetta Stracotto di guancia

Partiamo dalla scelta della carne e cerchiamo sempre quella proveniente da allevamenti locali controllati in cui si sa come siano stati cresciuti gli animali e cosa abbiano mangiato. Mettiamo la carne a marinare per 3-4 ore con vino e aromi: 8 spicchi d’aglio, 2 chiodi di garofano, pepe in grani, timo e cipolla.

Il liquido di marinatura non riusatelo, non falliamo per un bicchiere di vino gettato.

Quando siamo pronti e siamo sicuri che la marinatura sia penetrata in tutto il pezzo, iniziamo la vera cottura. Rosoliamo la carne a fuoco vivo per un paio di minuti per sigillare la carne e intrappolare i sapori, poi aggiungiamo le verdure (sedano, carota e cipolla) e lasciamo a andare a fuoco basso, bassissimo.

Poi, vai di vino! Ho scelto un Barbera, fino quasi coprirla: 2 Bicchieri per mezzo chilo di carne.

Abbassate il fuoco quasi fosse un lume di candela ed aspettate, aspettate, aspettate. È una cottura lenta a bassa temperatura come le ore della notte.

È un piatto da re. Ed i re non hanno fretta!

Stesso vino nel bicchiere.

Short URL: http://www.romanewpress.it/?p=983

Scritto da su Feb 23 2019. Archiviato come Eventi, Il weekend di Discover Places, Lazio, Primo piano. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

Lascia un commento

 

 

 

paladini-del-videogioco

© 2019 Roma NewPress. All Rights Reserved. Accedi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
-